Anna Foa si è sempre chiesta: quel “mai più” pronunciato dopo la Shoah, dopo i campi di sterminio, dopo l’orrore dell’antisemitismo, a chi è rivolto davvero? Solo agli ebrei, come monito eterno contro il loro sterminio unico e irripetibile? O a tutti noi, come promessa universale contro ogni genocidio, chiunque ne sia vittima? Oggi, mentre il mondo discute del dramma di Gaza e si divide sul definirlo o meno un genocidio, queste domande ci toccano sempre più da vicino. Chiamare la distruzione di Gaza genocidio significa sminuire la Shoah o paragonare Israele alla Germania nazista? E chi critica Israele, dall’ONU ai paesi UE che riconoscono la Palestina, è automaticamente antisemita? Dopo il successo di “Il suicidio di Israele”, l’autrice sente il bisogno di rispondere con onestà e coraggio. Attraverso riflessioni intime e storiche, distingue l’antisemitismo vero dall’antisionismo legittimo e denuncia come il termine “antisemita” sia spesso usato per silenziare voci critiche. Il suo messaggio è chiaro: dobbiamo preservare la memoria della Shoah non per strumentalizzare e dividere, ma per difenderne il significato universale, per unirci in un “mai più” che valga per ogni essere umano, oltre ogni fede o identità. “Ma più” è un saggio lucido e commovente che restituisce alla memoria il suo valore più profondo: quello di proteggere ogni vita, senza condizioni.
Dialoga con l’autrice: Gad Lerner, giornalista
Anna Foa ha insegnato Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata di storia della cultura nella prima età moderna, di storia della mentalità, di storia degli ebrei. Tra le sue pubblicazioni: Ateismo e magia; Giordano Bruno; Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti; Andare per ghetti e giudecche; Cicerone o il Regno della parola (con V. Pavoncello); Andare per i luoghi di confino. Per Laterza è autrice, tra l’altro, di: Ebrei in Europa. Dalla Peste Nera all’emancipazione XIV-XIX secolo; Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento; Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43; La famiglia F.;Gli ebrei in Italia. I primi 2000 anni; Il suicidio di Israele (Premio Strega Saggistica 2025).
