Fotografa, scrittrice e reporter, documentarista, docente e curatrice. Monika Bulaj lavora sui confini delle fedi e luoghi sacri condivisi, minoranze e popoli nomadi a rischio, in Eurasia, Africa, nei Caraibi e Sud America.
Tiene lezioni interdisciplinari presso l'Università degli Studi di Perugia, al Dipartimento di Antropologia dell'Università Suor Ursula Benincasa di Napoli, alla Facoltà di Teologia dell'Italia Settentrionale di Milano, all'Università di Trieste, etc.
Pubblica con Granta Magazine, La Repubblica, Corriere della Sera, Gazeta Wyborcza, Revue XXI, Internazionale, Geo, Courier International, National Geographic, Time, The New York Times, The Guardian.
Ha studiato filologia all'Università di Varsavia, e seguito corsi di antropologia, antico ebraico, storia, storia d'arte, teatro di ricerca e danza. Parla italiano, polacco, francese, inglese, tedesco, russo, spagnolo, studia portoghese, creolo e farsi.
Ha scritto e interpretato in teatri e università europei e americani: Dove gli dei si parlano, Broken Songlines, Sacro in figura, Lontano da dove, La notte di Kabul, Geografie invisibili, Aure, Sacred Crossings – narrazioni teatrali "performing reportage", con le sue fotografie, film, storie.
Ha diretto il film documentario "Figli di Noè" e firmato la sceneggiatura di "Romani Rat", su Porrajmos, "il grande divoratore" in lingua romaní.
Ha pubblicato libri di reportage letterario e fotografico, con Electa, Contrasto, National Geographic, Alinari, Skira, Frassinelli, Feltrinelli, Bruno Mondadori.
Svolge una costante attività didattica e curatoriale, e ha prodotto un centinaio di mostre fotografiche tra l'Europa, New York e Il Cairo.
«Il mio obiettivo – ha asserito in occasione della TED Global Fellowship 2011 – è quello di mostrare le luci nascoste dietro il sipario del grande gioco, i piccoli mondi ignorati dai media e dai profeti di un conflitto globale».
Nel 2014 le è stato consegnato il Premio Nazionale "Nonviolenza", con questa motivazione: "per la sua attività di fotografa, reporter e documentarista, capace di mettere in luce l'umanità esistente nei confini più nascosti eppure evidenti della terra, di far vedere la guerra attraverso le sue conseguenze, di indagare l'animo dell'Uomo, la sua ansia di religiosità, di tenerezza e di dignità. Monika Bulaj rende visibile l'invisibile, attraverso l'esplorazione dell'animo delle persone, creando con l'immagine, l'unità dell'umano."
foto: JanSas, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
