Nel racconto del grande psicoanalista l’universo simbolico di uno dei maggiori artisti contemporanei.
Massimo Recalcati prosegue con questo libro la sua indagine nei territori dell’arte, accostandosi all’opera di Anselm Kiefer in cerca del mistero che consente di mutare la ferita del trauma in poesia, le rovine in un nuovo inizio. Le tracce sopravvissute alla distruzione e alla catastrofe non possono mai essere cancellate del tutto. Le macerie della storia esigono di essere riscattate nell’avvenire per non lasciare alla morte l’ultima parola. Anche laddove il suo «pungiglione» ha colpito, c’è sempre la possibilità di convertire ciò che resta, come dichiara il profeta Isaia, in un «seme santo». Ritornando all’esperienza di Kiefer bambino che si aggira in un paesaggio devastato dalla Seconda guerra mondiale, Recalcati mostra come il lavoro della memoria non cada mai nel risentimento nostalgico: si sporge in avanti, infondendo una luce nuova su tutto ciò che è già stato ma ancora non smette di iniziare. Si ritrovano qui la genesi del gesto artistico più maturo e i simboli più ricorrenti nelle opere di Kiefer: stratificazione dei segni, trasformazione alchemica, potenza del colore e della materia. Fino a giungere al cuore di una metafisica dell’immanenza, della quale Kiefer è oggi l’artista più significativo.
Massimo Recalcati è tra gli psicoanalisti più noti in Italia. Le sue numerose opere sono tradotte in diverse lingue. Ha insegnato Psicologia dell’arte all’Università di Bergamo dal 2004 al 2009 e attualmente insegna presso lo IULM e l’Università Statale di Milano. Sui temi dell’arte ha pubblicato:
Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2007, nuova edizione 2024),
Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh (2014),
Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti (2016) e
Alberto Burri. Il Grande Cretto di Gibellina (2018, con fotografie di Aurelio Amendola). Per Marsilio Arte sono usciti:
Il trauma del fuoco. Vita e morte nell’opera di Claudio Parmiggiani (2023) e
Il silenzio della materia. La poetica del Muro di Antoni Tàpies (2024).