In questa lettura musicale racconta l’Amazzonia che ha conosciuto: le numerose specie di piante e animali, lo splendore di una cascata, la quotidianità dei villaggi, nonché l’incanto della cultura indigena e gli incontri autentici con la gente. Attraverso i racconti della sua esperienza sul campo, accompagnati da foto, poesie e musiche, l’autore ci conduce per fiumi e strade fangose alla scoperta della selva e dei suoi abitanti. Ambiente e umanità si intrecciano in questa testimonianza che offre uno spaccato unico e prezioso di uno dei luoghi più affascinanti e minacciati del nostro pianeta.
Luca Bonacina ha trascorso quasi un anno a Yurimaguas, cittadina peruviana ai margini dell’Amazzonia, dove ha svolto il servizio civile internazionale. In questo testo racconta l’Amazzonia che ha conosciuto: dai piccoli villaggi contadini affacciati sulle sponde del Huallaga, alla foresta vergine della Riserva Nazionale di Pacaya Samiria passando per le pianure amazzoniche abitate dagli indigeni Kukama e gli insediamenti Shawi e Kichwa ai piedi della Cordillera Escalera. A partire dall’esperienza sul campo, l’autore ci trasporta in un mondo lontano, dove il contatto con la natura è quotidiano e senza mediazioni. Protagonista indiscussa è infatti la foresta con la sua immensità e mutevolezza, le distese di alberi, i maestosi fiumi e il verde rigoglioso e pervasivo. Queste pagine raccontano storie vere, segnate da sofferenza e ingiustizia, ma anche da gioia e speranza, mostrando l'Amazzonia nella sua complessità: una terra affascinante e dura, ricca di bellezza e contraddizioni. Il narratore prende le distanze dalla visione un po’ edulcorata e romantica della giungla bucolica e dell’amazzonico buon selvaggio per mostrare un ecosistema straordinario ma estremamente fragile. Mescolando sensibilità scientifica e antropologica il giovane civilista ci conduce per fiumi e strade fangose alla scoperta della selva e dei suoi abitanti: le numerose specie di piante e animali, lo splendore di una cascata, la quotidianità dei villaggi, nonché l’incanto della cultura indigena e gli incontri autentici con la gente. Con sguardo attento, talvolta ironico, altre volte più critico, l'autore non esita a raccontare i conflitti incessanti per il controllo della terra e delle risorse, i soprusi subiti quotidianamente dalla popolazione locale e il ruolo e le responsabilità di governi, multinazionali, istituzioni locali e organizzazioni non governative. Ambiente e umanità si intrecciano in questa testimonianza che offre uno spaccato unico e prezioso di uno dei luoghi più affascinanti e minacciati del nostro pianeta.
Accompagnano l’autore: Daniele Bonacina, clarinetto e Paolo Brignoli, violino
Luca Bonacina è nato a Bergamo nel 1994 e ha coltivato fin da giovane la passione per la montagna e l’avventura. Dopo gli studi in Scienze Ambientali, è partito per l’Amazzonia peruviana, dove ha svolto il servizio civile internazionale: un’esperienza intensa che lo ha profondamente segnato. Rientrato in Italia, ha deciso di raccontare la realtà amazzonica attraverso lo spettacolo “Nella foresta”, che intreccia storie, musica e fotografie della selva e il libro “Amazzonia, ai margini della grande foresta” edito da Bolis. Attualmente ricercatore in ecologia presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige si occupa di laghi, fiumi e biodiversità. Scrive di mobilità sostenibile e ambiente con l’intento di coniugare scienza e impegno civile.