Questo libro interroga la poesia nel suo punto piú esposto: là dove la lingua non basta piú, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all’Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un’etica dello sguardo: le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. Ogni parola è chiamata a misurarsi con ciò che resta quando la casa è perduta, il nome incrinato, il volto reso invisibile. E la memoria non è nostalgia né archivio, ma forza che obbliga a resistere. La poesia diventa allora soglia: il luogo in cui il dolore non viene spiegato, ma custodito; non redento, ma assunto come responsabilità. E scrivere significa non mentire, fare spazio all’altro, accettando che la ferita sia parte della forma. Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e scomodo: tenere aperta la domanda sull’umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla. Qui la poesia non consola, non assolve, ma chiede al lettore di fare un passo avanti, di prendere posizione, di sostenere lo sguardo dell’altro. Perché ciò che ferisce è ciò che ci mantiene desti.
Dialoga con l’autrice: Daniele Rocchetti, direttore artistico della Fiera dei Librai di Bergamo
In collaborazione con: Gres Art 671
Con il contributo di: Fondazione Pesenti Ets
Francesca Mannocchi collabora da anni con numerose testate giornalistiche. Ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Yemen, Afghanistan, Ucraina, Palestina e molti alti paesi. Ha vinto numerosi premi giornalistici. Ha diretto il documentario Isis, Tomorrow presentato alla 75ª Mostra internazionale del Cinema di Venezia e il film documentario Lirica Ucraina con cui ha vinto il David di Donatello 2025. È autrice di sei libri. Per Einaudi ha pubblicato Io Khaled vendo uomini e sono innocente (2019 e 2023), con cui ha vinto il Premio Estense, Bianco è il colore del danno (2021 e 2022) e il libro di poesie Crescere, la guerra (2026).
