Fiera dei Librai

Punto a capo

“Sono la meno libraia di tutti i librai!”, scherza Federica, 39 anni, titolare della libreria Punto a capo, un lungo corridoio di libri che si trova proprio di fianco alla pizzeria Da Mimmo, in Città Alta.
“Se ripenso a quando abbiamo aperto mi viene da ridere: ci siamo proprio improvvisati, eravamo io, il mio fidanzato di allora e mia mamma, tutti e tre con la passione per la lettura ma nessuna esperienza di gestione di un’attività. Io arrivavo dalla Wind, ho mollato tutto”. Era il 2007 e la libreria esisteva già, gestita da una signora che per motivi personali voleva cederla: “Ci ha spiegato lei come funzionavano le cose, ma all’epoca era tutto diverso, non c’era nemmeno un registratore di cassa. All’inizio gestivamo tutto con Excel, dei matti, per fortuna che poi, proprio grazie alla Fiera dei Librai, abbiamo conosciuto dei nostri colleghi che ci hanno spiegato un po’ di cose”.


“Se ripenso a quando abbiamo aperto mi viene da ridere: ci siamo proprio improvvisati, eravamo io, il mio fidanzato di allora e mia mamma."

“Sono passati nove anni ma sento che ho ancora tante cose da imparare”, racconta Federica. “Per esempio ho il grande problema che non ce la faccio proprio ad avere un’ottica imprenditoriale: in fondo questa è un’attività commerciale e per mandarla avanti bisogna «fare cassa», solo che io non riesco a vedere i libri come se fossero salami (senza offesa per i salami), insomma come oggetti da vendere. Anche se pian piano sto imparando, per esempio, a capire che un libro che a me piace tantissimo non è detto che piaccia anche alle persone che entrano in libreria. Già questo è un grande passo avanti”.


"Ho il grande problema che non ce la faccio proprio ad avere un’ottica imprenditoriale: non riesco a vedere i libri come oggetti da vendere."

“Qui il sabato e la domenica c’è un fiume di gente, molti entrano in libreria per decomprimere: si guardano attorno, fanno un bel respiro, dicono Ahhh che pace. E poi magari comprano anche un libro, ma mica sempre”. Federica ha due collaboratrici di cui, per tutta la durata della nostra chiacchierata, non smette mai di tessere le lodi: “Loro sanno tutto, conoscono il mondo della letteratura (e non solo) molto meglio di me. Ora stanno pensando di iniziare a organizzare dei piccoli eventi in libreria, perché c’è poco spazio e bisognerebbe spostare un po’ di cose, riorganizzare, e io proprio non ne sono capace”. C’è da dire che la libreria partecipa già a tantissime iniziative: per esempio quelle del Teatro Tascabile (“Quando fanno qualcosa ci siamo sempre”), quelle del vicino Circolo Maitè e le Letture Amene sotto il Berceau organizzate dalla Cooperativa Città Alta al carcere di via Gleno. “Abbiamo fornito noi i libri ai detenuti, che li leggono per prepararsi agli incontri con gli autori. Non è stato semplicissimo perché bisogna anche rispettare le misure di sicurezza, quindi per esempio niente copertine in cartone perché ci si potrebbero nascondere dentro delle cose, anche se non ho capito bene cosa...”.


"Il bello di stare in Città Alta è che sembra di essere in un paese."

Federica racconta il suo rapporto col “vicinato”, ovvero gli altri negozianti di Città Alta: “Sono tutti nostri amici, e ci aiutano molto. Per esempio per anni quelli del ristorante di fianco sono venuti a sistemarmi la caldaia. Oppure un altro negoziante ci fa il favore di portare fuori i sacchi di spazzatura la mattina presto, gli lasciamo le chiavi. È il bello di stare qui: sembra di essere in un paese.”

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