Fiera dei Librai

Cartolibreria Nani

“Da metà dell’800 ci sono tracce di contabilità di questo negozio”, racconta Antonio Terzi, titolare della Cartolibreria Nani di Alzano Lombardo, “La mia famiglia aveva anche una tipografia e un sacchettificio”. “Un sacchettificio?”. “Sì, in qualche modo c’entra, perché produceva sacchetti di carta”.
Antonio ha iniziato a lavorare in quella che nel ’94 era ancora la “Cartoleria Nani” (senza libreria) a soli 24 anni. “Avevo appena finito il mio percorso universitario: economia e commercio. Lo so che non c’entra nulla”, ride, “Era un po’ il mio destino quello di proseguire l’attività di famiglia, e devo dire che l’ho vissuto con molta naturalezza. Però ho voluto lasciare la mia impronta, portando in cartoleria anche la mia passione per la letteratura”.
È proprio Antonio, infatti, ad avere l’idea di vendere anche libri oltre agli articoli da cartoleria: “Non solo per via della mia passione, ma anche perché c’era una richiesta da parte del territorio. La cartoleria era frequentata da molti insegnanti –qui vicino ci sono due scuole- e già vendevamo testi scolastici, quindi il passaggio è stato piuttosto naturale”.


"Ho portanto nella cartoleria di famiglia anche la mia passione per la letteratura."

La Cartolibreria Nani vende libri di diverso tipo: innanzitutto quelli per bambini e ragazzi (“Sono i nostri clienti principali!”), ma anche narrativa, saggi e libri sulla religione, “Che da queste parti vanno molto”.
Lo spazio per organizzare iniziative nella libreria non c’è, “Però l’anno scorso abbiamo organizzato una rassegna di incontri fuori, nei luoghi culturalmente significativi di Alzano: abbiamo invitato anche Dacia Maraini, che ha riempito la Basilica di S. Martino. Sono venute settecento persone, su un paese di quattordicimila abitanti”.


"L’anno scorso abbiamo organizzato una rassegna di incontri ad Alzano: a quello con Dacia Maraini sono venute settecento persone."

La partecipazione della libreria alla Fiera dei Librai ha inizio nel 2009: “La Fiera è organizzata da Li.ber, l’associazione dei librai indipendenti della bergamasca, insieme a Confesercenti, con cui collaboravo già all’epoca. Tra tutti i librai sono quello che si occupa di più della parte di coordinamento e gestione”. Può sembrare quella più noiosa, ma in realtà, spiega Antonio, ottimizzando la parte gestionale si possono liberare risorse. Ovvero, in altre parole, avere più soldi da dedicare alle presentazioni e alle altre iniziative che si svolgono durante la Fiera.
“Ho spinto molto anche per avviare una collaborazione con Libricity, un’app che permette di geolocalizzare i libri, per sapere qual è il posto più vicino dove si può trovare un titolo. Credo che sia importante perché le persone che apriranno l’app, anche in altre città, troveranno in home il programma della Fiera. E magari, vedendo che è valido, decideranno che è un buon motivo per fare un giro a Bergamo”.

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