Victoria Amelina è stata un’importante giornalista e attivista ucraina. Quando la Russia ha dato il via all'invasione su larga scala dell'Ucraina, il 24 febbraio 2022, Victoria Amelina stava scrivendo un romanzo. In poco tempo la sua vita è cambiata, e con essa anche i suoi obiettivi. Trasformatasi in una reporter e investigatrice di guerra, Amelina si è fatta portavoce delle storie di donne straordinarie che, come lei, si sono unite alla resistenza. Tra queste Evgenia, un’avvocata diventata soldata; Oleksandra, che ha documentato decine di migliaia di crimini di guerra, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 2022; e Yulia, una bibliotecaria che ha contribuito a svelare il rapimento e l’omicidio di un altro scrittore. La sera del 27 giugno 2023, Amelina e altri tre autori internazionali si sono fermati a cena a Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Quando un missile da crociera russo ha colpito il ristorante, Amelina ha perso conoscenza, riportando gravi ferite alla testa. È morta il 1° luglio 2023, a soli 37 anni. Victoria Amelina aveva fotografato le rovine di scuole e centri culturali, e registrato le testimonianze dei sopravvissuti e dei testimoni oculari delle atrocità della guerra. Non aveva mai smesso di essere una narratrice: ci ha lasciato, seppur incompiuto, un incredibile resoconto delle devastazioni della guerra e del costo della resistenza.
Dialoga con l’autrice: Laura Cicirata, Fondazione Serughetti La Porta
In collaborazione con Eirene Fest
Victoria Amelina (1986-2023) è stata una scrittrice, saggista e poetessa ucraina, attiva nella difesa dei diritti umani e nel documentare i crimini di guerra russi. Nel 2021 ha vinto il premio letterario Joseph Conrad per le sue opere in prosa ed è stata finalista del Premio dell’Unione europea per la letteratura e del Premio UN Women in Arts. Le sue opere sono state tradotte in inglese, polacco, tedesco, spagnolo, croato, olandese, ceco e ungherese. Dal 2022 ha documentato l’invasione e i crimini di guerra russi in Ucraina con l’organizzazione per i diritti umani Truth Hounds. È morta il primo luglio 2023, all’età di 37 anni, per le ferite riportate in seguito a un attacco missilistico russo.
Yaryna Grusha è nata a Yampil, nella regione di Vinnytsia, in Ucraina, nel 1986. A partire dal 1995 ha frequentato l’Italia con regolarità grazie al progetto “Bambini di Chernobyl”, ospite di una famiglia trentina. Nel 2008 si è laureata in Italianistica, con una tesi sul discorso della memoria nei romanzi di Umberto Eco. Dopo l’università si è affermata nel settore culturale ucraino, lavorando tra cinema, televisione e letteratura. Dal 2015 vive a Milano, dove dal 2018 è titolare del corso di Lingua e Letteratura ucraina presso l’Università Statale di Milano. Ha curato le traduzioni in italiano di testi classici e contemporanei ucraini, tra cui Poeti d’Ucraina (con Alessandro Achilli, Mondadori, collana Lo Specchio, 2022), Donbas è Ucraina. La vera storia delle regioni di Donetsk e di Luhansk e del mito colonialista creato dall’Unione Sovietica (Linkiesta 2023), Dimensione Kyiv (Rizzoli 2023), e Il canto della foresta di Lesia Ukrainka (Mondadori 2024). Insieme a un gruppo di amici ha curato il diario interrotto di Victoria Amelina, la scrittrice ucraina uccisa nella strage di civili a Kramatorsk nel giugno del 2023, pubblicato in contemporanea in sei paesi e tradotto in diciassette lingue (in Italia è uscito per Guanda con il titolo Guardando le donne guardare la guerra). È membro dell’AISU, l’Associazione Italiana di Studi Ucraini, e del direttivo del PEN Ukraine.
