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Giordano Bruno Guerri 

Audacia, ribellione, velocità.
Vite strabilianti dei futuristi italiani

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Audacia, ribellione, velocità.

Vite strabilianti dei futuristi italiani

di

Giordano Bruno Guerri

Editore:

Rizzoli, 2025
«Quello dei futuristi fu un invito a non prendersi sul serio, a scovare le ragioni del torto, a ridere delle ipocrisie, a superare le meccaniche razionalistiche della saggezza con la gioia visionaria dell’entusiasmo: di essere uomini vogliosi di annullare lo spazio, il tempo, tutte le certezze e le relazioni convenzionali per esplorare con slancio immacolato i territori dell’inconscio e dell’ignoto.» 
«Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente.» Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l’avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l’ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull’avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell’arte moderna – “degenerata” – come accadde nella Germania di Hitler e nell’Unione Sovietica di Stalin. E oggi l’eredità del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all’Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).  

Dialoga con l’autore: 
Beatrice Burattiredattrice di Aratea Cultura 

Giordano Bruno Guerri ha diretto «Storia illustrata», «Chorus» e «L’Indipendente», è stato direttore editoriale dell’Arnoldo Mondadori Editore, presidente dell’istituto di alta cultura Fondazione Ugo Bordoni, autore e conduttore di trasmissioni televisive. È presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e del ForumTAL per il Trattamento Automatico della Lingua. 
Tra i suoi volumi, tutti ancora in libreria, ricordiamo D’Annunzio. La vita come opera d’arte, nel 2023 ha pubblicato Storia del mondo. Dal Big Bang a oggi, seguito per Rizzoli dal bestseller Benito. Storia di un italiano

Data

23 Aprile 2026

Ora di inizio

18:00

Luogo

Sala Ferruccio Galmozzi
Primo piano della Biblioteca C. Caversazzi
Via Torquato Tasso 4, Bergamo

Tematica

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Storia

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