Fiera dei Librai

Ugo Cornia

Ugo Cornia ci legge la sua “favola del contadino di Pian di Venola” tra contadini in pensione e animali in gesso che fanno i conti con i problemi del nostro presente.

 “C’era un contadino che era riuscito a andare in pensione e aveva smesso di coltivare i suoi campi. L’unica cosa che faceva era segare l’erba tre volte all’anno perché non diventasse troppo alta. Però non gli piaceva che i suoi campi fossero vuoti. Quindi in un campo che stava di fianco alla Porrettana ci aveva messo dei nanetti di quelli da giardino di gesso colorato, così la gente che passava in macchina poteva guardare i nanetti e annoiarsi meno mentre guidava. Però, visto che era uno di campagna, i nanetti non gli piacevano. Preferiva gli animali. Allora ha tolto i nanetti e ha messo nel suo campo degli animali di gesso colorato, e ci aveva messo un contadino di gesso, una mucca di gesso, un maiale, un cinghiale, un capriolo, una volpe, un cervo, una gallina, un tasso, un fagiano, una cornacchia tutti di gesso. E quindi il campo era diventato pieno di animali di gesso. Soltanto che un giorno mentre passeggiava ha visto un cinghiale e gli è venuta un’idea, allora è andato dal cinghiale e gli ha detto: ciao cinghiale, e il cinghiale gli ha detto: ciao contadino…”

 

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Ugo Cornia, Favole da riformatorio, Feltrinelli 2019

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